the new bet by Riot Games

Riot Games’ recent creative explosion took everyone a little by surprise and it’s hard to dismiss in a few lines. In a very short time and without warning, in fact, the American giant overwhelmed us with an avalanche of announcements that genuinely stunned us: a tactical shooter ( VALORANT ), a card game ( Legends of Runeterra ), a fighting game known as Project L and a role-playing game ( Ruined King ).

As you know, until 2019 the company has focused only and only on League of Legends , leading it to become the most popular MOBA (as well as export) in the world, so much so that it celebrates the tenth anniversary of the title with great fanfare, in fact, the ‘Last year. If you remember, we flew to London precisely to participate in the celebrations of the ten years of League of Legends and on that occasion we were able to see and touch a preview of some of the Riot Games news.

Between a test with Legends of Runeterra and a preview test of Teamfight Tactics we also managed to have a first contact with the pocket reduction of League of Legends. A utopia that has unexpectedly become reality (let’s not forget, among other things, that Wild Rift will also arrive on consoles ). At the time, however, Wild Rift, while still a work in progress and cloaked in doubts and shadows, managed to showcase some interesting features, which gave us hope.

Now, a year later, we’re finally ready to get our hands on the mobile version of League of Legends again and understand how the project has evolved. There is very little time left for the start of the beta phase also in Europe and we, in the meantime, had the opportunity to hear from the developers: this is what they told us.

All in our hands

It would be an understatement to define League of Legends: Wild Rift as the simple ” mobile carbon copy ” of League of Legends. The development team – now over 150 people working on the project – have deviated from the major work just enough to be able to make the title enjoyable on mobile devices.

Ciò significa che la filosofia che permea l’esperienza di gioco del MOBA targato Riot Games che tutti conosciamo (ovvero quella di uno strategico competitivo 5vs5) non è stata stravolta bensì riadattata. In effetti, imbrigliare la natura di un titolo così complesso in schermi di pochi centimetri, senza controlli fisici, non è impresa da poco.

La mappatura dei comandi segue sostanzialmente quello che ormai rappresenta lo standard per i titoli tascabili appartenenti allo stesso genere. Sì, per chi non lo sapesse, ce ne sono diversi in circolazione. Tra l’altro, uno è targato Tencent (controllante di Riot Games): Arena of Valor.

I controlli principali, dunque, si adagiano su due levette digitali che si occupano del movimento e della direzione in cui si muove il campione. Sulla sinistra dello schermo c’è la levetta dedicata al movimento mentre, sulla destra, oltre all’attacco base ci sono le quattro abilità specifiche del combattente. Ogni abilità, poi, può essere lanciata in due modi. Il primo: semplicemente attraverso un rapido “tap” a schermo. L’effetto, in sostanza, andrà a colpire un bersaglio vicino, di solito dando la priorità ai campioni nemici. Questo è un sistema di “targeting automatico” che potrebbe non solo semplificare di molto la vita ai giocatori nelle situazioni più concitate ma addirittura rendere alcuni combattenti (pensate ai caster o ai DPS, che non hanno grosse esigenze in termini di posizionamento) molto più semplici da usare rispetto ad altri. Il secondo metodo è quello del trascinamento. Tenendo il dito sull’abilità o sull’attacco base questi potranno essere direzionati, “lockando” così uno specifico bersaglio.

Per quanto concerne la visuale sappiamo quanto, in League of Legends, sia importante tenere sott’occhio non solo ciò che sta accadendo sulla nostra corsia, ma anche avere una visione d’insieme del campo di battaglia. In tal senso, il team di sviluppo ha optato per una soluzione adattiva, che sia in grado di rispondere alle esigenze dei giocatori.

La scelta è ricaduta su una visuale “semi-bloccata” che consente di mantenere la visuale sul campione, osservando al contempo l’area intorno allo stesso. La telecamera, infatti, può spostarsi leggermente, effettuando una panoramica dei dintorni quando il giocatore direziona un’abilità o un attacco. Per ciò che concerne le Ultimate “globali”, invece, queste ultime decentrano il focus dal campione, lasciando libero il giocatore di guidare in maniera più precisa la direzione dell’attacco.

Infine, in caso di attacchi a lungo raggio, apparirà un riquadrino che ne mostrerà gli effetti. Questo permetterà al giocatore di mantenere la telecamera centrata sul proprio campione e, al contempo, controllare che l’attacco abbia sortito l’effetto desiderato.

Per ciò che attiene, invece, all’acquisto degli oggetti con cui personalizzare l’equipaggiamento del campione, il team di sviluppo ha studiato un sistema di acquisto veloce. Dato che, ipoteticamente, le partite dovrebbero esser più brevi – e dunque più frenetiche – rispetto alla controparte maggiore (si parla di circa 15-20 minuti), i giocatori all’inizio del match potranno scegliere tra alcuni set predefiniti. Nel corso della partita, un menu apparirà a schermo, consentendo al giocatore di acquistare l’oggetto proposto di volta in volta, risparmiando un bel po’ di tempo. Ovviamente gli utenti più esperti potranno comunque accedere manualmente all’emporio degli oggetti tramite il quale personalizzare senza costrizioni la build del proprio campione.

La Landa degli Evocatori in tasca

Il lavoro di destrutturazione dell’esperienza di gioco tradizionale di League of Legends e il suo conseguente riassestamento su nuovi canoni ha portato a rivedere anche molti altri aspetti come, ad esempio, la leggendaria Landa degli Evocatori. La mappa, in questa versione tascabile, appare leggermente più piccola rispetto a quella proposta su PC.

Non ci saranno inibitori e il Nexus non avrà torri per difenderlo. Il lato alleato sarà sempre posto sulla sinistra. I draghi nella giungla di Wild Rift saranno quattro in tutto (Drago dell’Oceano, Infernale, della Montagna, della Nuvola) e daranno determinati buff elementali quando verranno sconfitti.

Wild Rift, anche sotto il profilo contenutistico, divergerà da quanto proposto su PC. Anzitutto, per aiutare i nuovi giocatori ad ambientarsi, il team di sviluppo ha pensato non solo a una serie di tutorial, ma anche a un percorso di reward che permetterà ai giocatori di sbloccare campioni gratuitamente senza difficoltà o grinding sfrenato. In questo senso Wild Rift, secondo quanto promesso, sarà ovviamente free to play e godibile senza dover sborsare denaro reale. Gli aggiornamenti stagionali non seguiranno quelli pubblicati su PC. Non ci sarà dunque il canonico rapporto 1:1 e, all’inizio, ci saranno “solo” quarantasette campioni disponibili, alcuni rivisti e corretti per adattarli al nuovo contesto. Non mancheranno, peraltro, campioni esclusivi per Wild Rift, che non vedremo mai in League of Legends. Al momento, però, non sappiamo altro.

Il sistema Ranked di Wild Rift, infine, vedrà l’introduzione di un nuovo scalino: il livello “Emerald“, ovvero uno step inedito posto tra Platinum e Diamond. L’idea è quella di ridistribuire i giocatori in modo più omogeneo.

Specifiche tecniche e il futuro

Il team di sviluppo sembra aver lavorato per ottimizzare l’applicazione e permetterne l’installazione anche su dispositivi mobile più vetusti, senza compromettere troppo il gameplay e la fluidità (a 60 fps). I requisiti minimi svelati sono i seguenti. Per gli smartphone Android si parla di un processore a 4 Core, 1,5 Ghz e superiori, RAM: 1,5 GB, Risoluzione: 1280×720. Riguardo agli smartphone iOS, invece, la compatibilità partirà dal modello di iPhone serie 6 Plus.

The developers also promised to have optimized the application so that it does not strain the battery too much . The performances, in fact, seem to have been studied to guarantee prolonged use.
Finally, as regards the future road map, the developers have anticipated that not only new champions will arrive as already mentioned above, but also exclusive skins , new events and, above all, an export scene . Granted, given the boom in mobile gaming and the fact that Wild Rift is still an offshoot of the most popular MOBA in the world, even in the competitive arena.

Nazim

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