Terenas and KenRhen tell about League of Legends

The Italian faces of LoL explain the success of MOBA and PG Esports.

Lorenzo Mancosu

Speaking of export 2020, it is now impossible not to mention the extraordinary results achieved by the sector in light of the international crisis; if in recent years we have judged the financial projections published by the big consultants as rather hasty, we have finally had to deal with a growth trend that seems aligned with the rosiest assumptions.

THE VOICES – Then, next to the market as a whole, there is a stage that seems to play in a league of its own. The League of Legends, in fact, is to date the only competitive scene that seems to have assumed its definitive formula, achieving amazing results in each of its forms, from the great international events to the explosion known on the Italian territory. How is it possible that there is such a safe haven in the hurricane of a bustling market? We asked Lapo “Terenas” Raspanti and Roberto “KenRhen” Prampolini, historical casters of PG Esports as well as real faces of the Italian League of Legends community.

LEAGUE OF LEGENDS – La domanda più banale che si potrebbe porre è: perché League of Legends si trova anni luce avanti rispetto alla concorrenza, specialmente nel nostro paese? “Il momento in cui ho capito che LoL sarebbe diventato ciò che è oggi risale al 2012, al rilascio di un blog post degli sviluppatori di Riot Games: al tempo annunciarono che avrebbero semplificato e riscritto l’esperienza per rendere il titolo più accessibile e più facile da seguire”, ha spiegato Terenas. “Da quel momento ha avuto inizio una valanga: oggi posso sedermi sul divano accanto a mio padre a guardare una partita, ed entrambi capiamo cosa succede. Già allora mi sono convinto che sarebbe diventato l’esport per eccellenza”, ed effettivamente così è stato. “C’è da dire che Riot Games ha creato da subito una scena stabile”, ha aggiunto KenRhen, perché “su altri palchi i professionisti hanno dovuto attendere anni per essere tutelati, mentre quella di League of Legends si è posta immediatamente come una disciplina a tutti gli effetti, e questo è valso per chiunque, tanto per i giocatori quanto per organizzazioni e caster. La chiave del successo risiede nella stabilità, una stabilità che è stata ricercata e che soprattutto è stata toccata dalla giusta dose di fortuna, nel senso che l’incredibile successo ha giustificato quello che inizialmente era un enorme investimento al buio”.

IN ITALIA – Essendo un mercato in crescita sarebbe scorretto parlare di eclissi mediatica, ma numeri alla mano League of Legends sta soppiantando il resto dell’offerta esport nel nostro paese. Merito della crescita di Twitch? Di quella perseguita da Riot Games? Di PG Esports? Secondo KenRhen “PG Esports ha cavalcato il modello di Riot da partner, trapiantandolo in Italia, mentre la crescita di Twitch è stata qualcosa di incidentale. A me non piace parlare di ‘esplosione’, perché a conti fatti questi risultati sono il coronamento di una scalata lunga e costante, non il frutto di un exploit”. E andando a controllare, abbiamo scoperto che ha ragione: “Ricordo il nostro primo mondiale quattro anni fa, quando scoppiavamo di gioia per esser riusciti a radunare poco meno di 3.000 spettatori a fronte di una media che non andava oltre i 400. Oggi la media è di 7.000 sulle leghe maggiori, e per gli eventi internazionali supera i 20.000”. “Stiamo parlando del quarto anno di vita di PG Esports con League of Legends e i numeri sono cresciuti di 12 volte e mezzo, poche altre imprese possono dire lo stesso”, ha aggiunto Terenas. “Potrebbe sembrare un’opinione arrogante ma la crescita dell’esport in Italia sta andando di pari passo con la nostra: come PG Esports abbiamo raggiunto la maturità, mentre altri stanno ancora vivendo l’adolescenza.”.

IL MONDIALE – I Worlds 2020 di League of Legends hanno confermato il trend che vede la competizione come il più grande evento esport del pianeta. “Non bisogna farsi accecare dalla risonanza del mondiale, per quanto riuscito”, ha voluto specificare KenRhen. “Trovo che abbia più senso guardare al percorso nel suo insieme piuttosto che al palcoscenico numero uno. Nel caso dell’ultimo mondiale credo che con PG Esports abbiamo svolto un lavoro eccellente, e lo dico senza falsa modestia, perché la comunità italiana ha sviluppato un forte interesse a prescindere dal coinvolgimento di team europei o di connazionali”. Secondo Terenas “League of Legends è stato metodicamente adattato negli anni per arrivare a qualsiasi tipo di pubblico”, e i risultati dei Worlds sono il frutto di questo percorso. “Riot Games ha gettato le basi per permettere a una serie di attori di trasformare LoL in un grande sport e spettacolo, ed è quello che stiamo facendo insieme ad altre realtà. Senza gli strumenti giusti oggi non avremmo neanche potuto realizzare questa intervista”. La domanda resta: un pubblico tanto vasto da dove arriva? Sono tutti giocatori? “Quante persone conosci che seguono il calcio religiosamente ma non lo giocano? Siamo ancora agli inizi ma il concetto è esattamente lo stesso: la competizione è lì, è alla portata di tutti e non richiede abbonamenti, è sufficiente aprire Twitch e dargli una chance”. Alla luce dei numeri dei Worlds, KenRhen ha voluto concludere così: “La verità è che ho sempre visto PG Esports migliorare, pertanto non riesco a immaginare qualcosa di diverso nel ritorno al normale palinsesto dei canali, che si tratti del campionato universitario o addirittura di un altro esport”.

PERCORSO VIRTUOSO – Insomma, i 28.000 spettatori italiani che hanno assistito alla finale tra Damwon e Suning, così come i milioni che l’hanno vista in tutto il mondo, non rappresentano assolutamente un caso. Sono il frutto di un percorso vincente intrapreso da Riot Games nel momento in cui gli esport erano ancora una grande scommessa. “La cosa paradossale, secondo me, è che League of Legends nasconde una natura molto complessa dietro l’estetica accattivante, e nonostante ciò è riuscito a imporsi come l’esport più seguito”, ci ha detto KenRhen. Beh, forse questo è stato possibile proprio grazie a figure come lui e Terenas. “Il nostro ruolo è rendere League of Legends accessibile anche a chi non abbia mai giocato una partita”, ha affermato quest’ultimo. “Non si tratta semplicemente di spiegare un passaggio filtrante ma di portare alla luce l’intero universo parallelo fiorito dietro il videogioco”.

Nazim

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