League of Legends Wild Rift: First impressions from the preview

Announced more than a year ago , League of Legends Wild Rift is about to arrive in an open beta version also in Europe on both Android and iOS, starting from 10 December . During today’s morning we had the opportunity to take part in the first hands on session of the title, thanks to which it was possible to play several games – both against other players and against bots – and therefore we are already able to give you our first impressions on the mobile version of the most famous MOBA. Will Riot be able to reproduce the complete League experience even on smartphones and tablets? Follow us to know the answer.

BEFORE YOU BEGIN: WHAT MOBAs ARE


Per chi fosse poco pratico del genere, i MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) sono dei giochi online in cui due squadre si danno battaglia all’interno di un’arena con lo scopo di distruggere la base avversaria, anche se esistono diverse variazioni su questo tema. La mappa si compone di 3 o meno corsie nelle quali sono collocate delle torri difensive che rallentano l’avanzata dei team e che possono essere conquistate per ottenere l’oro necessario a potenziare l’equipaggiamento dei membri della squadra.

Anche l’uccisione dei giocatori avversari conferisce un quantitativo variabile di valuta e costringe i nemici ad attendere un periodo di tempo sempre crescente prima di poter tornare in gioco per difendere o contrastare l’avanzata dell’altra squadra. Oltre a ciò, la mappa presenta delle zone in cui sono presenti mostri che forniscono potenziamenti particolari o un grande quantitativo di valuta. Ogni giocatore può scegliere un campione dotato di un ruolo e di abilità attive e passive che gli donano uno stile di gioco unico; le varie skill possono essere potenziate nel corso di ogni match aumentando di livello, tuttavia ad ogni partita si ricomincerà da zero.

COSA CAMBIA TRA WILD RIFT E LOL SU PC


Chiariamo sin da subito un punto fondamentale: League of Legends Wild Rift non è un porting della versione PC di LoL. Questo significa che il gioco è stato riscritto da zero con in mente i dispositivi mobile e le console (ma la versione console è ancora lontana) e ciò ha influito in maniera pesante su questi tre principali aspetti:

    • esplorare e vivere la mappa

 

    • il sistema di input

 

    • il bilanciamento dell’esperienza di gioco

 

LA VITA NEL WILD RIFT: UNA NUOVA MAPPA


Il Wild Rift non è una copia identica del Summoner’s Rift (la mappa 5v5 di LoL), in quanto alcuni elementi sono stati semplificati con l’obbiettivo di ridurre il tempo di gioco di ogni partita. Riot pensa che i match su Wild Rift avranno una durata media compresa tra i 15 e i 20 minuti (il nostro test ha prodotto risultati in linea con queste aspettative) contro i 40+ della versione PC, quindi anche le dimensioni della mappa sono state ridotte per diminuire il tempo di spostamento all’interno della stessa.

Nel complesso comunque tutti gli elementi principali sono al loro posto: i mostri in giungla occupano la loro posizione corretta, idem i buff rosso e blu, la zona di pop dei draghi e il Barone Nashor (questi sono mostri neutrali che concedono dei potenziamenti alla squadra che li abbatte). I draghi, nello specifico, hanno ricevuto un’importante modifica al meccanismo che li regola. Durante un match di Wild Rift comparirà un solo drago per elemento e uno di questi – casualmente – potrà comparire in versione drago antico e rilasciare un buff 3 volte più potente del normale.

Un’altra modifica importante riguarda il quantitativo di oro che si ottiene durante una partita e la gestione del negozio per poter acquistare i vari potenziamenti in game. Tutto è studiato per fare in modo che i campioni possano completare il loro set di equipaggiamento nel più breve tempo possibile, quindi il guadagno di oro è notevolmente incrementato e se ne ottiene una discreta quantità anche se non si riesce a dare il colpo di grazia ai minion (una delle meccaniche base di LoL consiste proprio nel dare il colpo di grazia per accumulare oro più rapidamente: su Wild Rift è ugualmente importante ma è meno decisiva). Questo aspetto è ulteriormente semplificato da una modifica grafica che rende bianca la barra della vita del minion quando è possibile infliggere un attacco in grado di ucciderlo.

Una delle novità a cui si deve fare attenzione è il nuovo orientamento della mappa. Giocare da smartphone e tablet implica che i controlli restino fissi in una posizione ben precisa e questo mal si sposa con il layout della mappa di LoL su PC, in quanto un team è posizionato nella parte in basso a sinistra e l’altro in alto a destra dello schermo. Giocare in alto a destra significa dover muovere il personaggio verso il basso ma su un gioco mobile ciò è sconveniente, in quanto le mani dell’utente finirebbero per coprire l’azione.

La mappa di Wild Rift è quindi stata progettata in modo da essere perfettamente speculare, in modo che entrambe le squadre potessero avere la stessa visuale sullo schermo (tutti in basso a sinistra), ma questo provoca un effetto collaterale a cui è bene fare attenzione: le posizioni della corsia solo/top e duo/bot sono invertite, così come le posizioni dei mostri neutrali della giungla, del Baron e dei draghi.

All’inizio di ogni partita compariranno degli avvisi grafici che vi segnaleranno quale corsia prendere in base al vostro ruolo, ma ciò potrebbe spiazzare – almeno nelle fasi iniziali – i giocatori veterani che tendono a muoversi automaticamente appena usciti dal Nexus. A proposito della base, spariscono le torri a difesa del Nexus (che ora può attaccare autonomamente) e gli inibitori (ora accorpati con le torri all’ingresso della base).

Novità anche per il sistema di livelli dei campioni, visto che passano da 18 a 15 e ciò rende più rapido l’accesso alla mossa speciale di ogni personaggio, ora sbloccabile già dal livello 5. Vi ricordiamo che nei MOBA i personaggi aumentano di livello nel corso della partita per poi resettarsi ad ogni nuovo match.

IL NUOVO SISTEMA DI INPUT


Il sistema di input è l’elemento maggiormente semplificato, ma non per questo viene meno la complessità delle giocate che è possibile realizzare con ogni singolo campione. Lo schema di controlli scelto è quello comune a molti altri MOBA mobile, ovvero uno stick virtuale sul lato sinistro dello schermo e i tasti per attacco base (con altri due tasti secondari per colpire solo i minion o solo le torri), i tasti dedicati ad ogni singola abilità, mentre al centro dello schermo troviamo le abilità dell’evocatore, un set di abilità che possiamo configurare prima di ogni partita e che sono indipendenti dal personaggio scelto.

Ogni elemento a schermo è completamente riposizionabile dall’apposito menù nelle impostazioni e volendo è persino possibile giocare utilizzando un controller esterno. Controller che non aggiunge nulla di particolare all’esperienza di gioco in sé, in quanto il sistema di input via touch è davvero ben pensato e immediato. Riot è così sicura di ciò che non ha previsto di separare il matchmaking tra chi utilizza il pad o il touch, dal momento che il primo non introduce vantaggi significativi e che tutto dipende dal comfort del singolo giocatore.

Nella nostra prova abbiamo potuto constatare come, effettivamente, lo schema di controlli sia sempre reattivo e intuitivo; dallo spostamento del campione alla fase di mira, passando per l’utilizzo di molte abilità concatenate, tutto avviene senza sentirsi mai limitati dai comandi touch.

IL NUOVO BILANCIAMENTO GENERALE


Il bilanciamento dei campioni è un altro degli aspetti su cui Riot ha investito particolari energie, dal momento che la sfida che le si è prospettata davanti non era certo semplice: da un lato doveva mantenere inalterati gli stili di gioco di ogni personaggio, ma dall’altro c’era la necessità di adattarli al nuovo sistema di input e al concetto di velocizzazione generale che è stato posto alla base del gioco.

La prima mossa è stata quella di ridurre il numero di personaggi disponibili: su Wild rift è possibile accedere a 47 dei 152 campioni normalmente disponibili su League of Legends, quindi poco meno di un terzo del totale. Riot ha già confermato che verranno aggiunti nuovi personaggi con costanza, affermando allo stesso tempo di non avere intenzione di portarli tutti su Wild Rift. Ma non solo: durante la fase di presentazione ci è stato confermato che l’azienda sta valutando la possibilità di dividere il pool di personaggi tra i due giochi, creando quindi personaggi dedicati esplicitamente a Wild Rift.

Il kit di abilità di ogni campione presente è sostanzialmente invariato e le uniche differenze sono rappresentate dal cambiamento nel sistema di input, il quale ha trasformato alcune mosse a causa del puntamento libero o automatico. Insomma, in alcuni casi potrebbe essere più facile lanciare un’abilità che in precedenza richiedeva una mira molto precisa.

Ad esempio, le mosse speciali a distanza (come la freccia di Ashe) ora hanno un’interfaccia di mira più curata ed è possibile vedere il risultato dell’attacco tramite una piccola finestra Picture in Picture che compare nel momento in cui è stato colpito un campione avversario: in questo modo non si deve spostare la telecamera dal proprio personaggio.

Il bilanciamento ha portato con sé la rimozione di tutti gli oggetti consumabili, i cui effetti sono stati ridistribuiti in altri oggetti o elementi presenti nella mappa, come ad esempio delle piantine in corsia che generano dei piccoli orb curativi (sostituiscono le pozioni). Spariscono anche gli oggetti espressamente pensati per il ruolo di supporto e giungla e anche in questo caso i loro effetti sono stati collocati sia nei calzari che nelle abilità dell’evocatore (ad esempio, tutte le abilità utili per la giungla sono incluse nello smite)

COMPARTO TECNICO DA RIFERIMENTO E CONSUMI CONTENUTI


Uno degli aspetti che ci ha impressionato maggiormente riguarda l’ottimo lavoro svolto da Riot nel confezionare un titolo mobile che non solo non sfigura rispetto alla versione PC – anzi, gli è superiore sotto diversi aspetti, a cominciare dalla cura dei modelli dei personaggi -, ma che lo fa offrendo consumi decisamente contenuti.

Lo smartphone utilizzato per questa prova è stato un Galaxy Z Fold 2, un dispositivo in grado di offrire tutta la potenza necessaria grazie al suo Snapdragon 865+, un ampio display da 7,6″ a 120Hz e una buona batteria da 4.500 mAh (scopritelo meglio nella recensione). Questi dettagli tecnici sono utili per capire con quale hardware abbiamo ottenuto il risultato che vi stiamo per descrivere: un intero match da 22 minuti, con la registrazione schermo attiva, modalità a 60 fps e tutti i dettagli al massimo ha consumato appena l’8% di batteria. Il tutto mentre la temperatura dello smartphone non si è mai discostata troppo dai normali valori che riscontriamo durante l’utilizzo quotidiano.

Si tratta senza dubbio di un risultato impressionante, che testimonia l’eccellente lavoro di ottimizzazione svolto da Riot già con questa prima versione del gioco e che rassicura tutti coloro che magari hanno intenzione di fare una partita saltuariamente senza avere il timore di scaricare la batteria mentre si è in mobilità.

Come anticipato poco sopra, è possibile impostare il gioco a 60 fps (la modalità di base è a 30) e questa opzione è accessibile anche a partita avviata, quindi potete ridurre dinamicamente il frame rate se avete bisogno di risparmiare qualche punto percentuale di batteria. In nessun contesto abbiamo assistito a cali o incertezze, anche con tutte le opzioni grafiche settate al massimo e durante i teamfight più concitati, durante i quali lo schermo diventa un tripudio di animazioni date dalle mosse dei campioni presenti a schermo.

Abbiamo già detto che la mappa del Wild Rift è leggermente più piccola rispetto al Summoner’s Rift della versione PC, tuttavia questo non si traduce in una minor presenza di dettagli, tutt’altro. Le aree fondamentali sono riproposte in maniera quasi identica (potete comunque notare qualche corsia più corta) e la qualità delle texture e degli effetti attivi sia nella giungla che nelle varie lane è di altissimo livello: è virtualmente impossibile distinguere i due giochi sotto il profilo tecnico.

LA PRATICITÀ DEL MOBILE, LA PERSONALITÀ DI LOL


Il nostro approccio al titolo è avvenuto con una punta di diffidenza iniziale: il genere dei MOBA mobile è ormai una realtà da diversi anni ed è ricco di giochi – pensiamo anche ad Arena of Valor, Mobile Legends e così via – che puntano ad emulare l’esperienza di gioco offerta da League of Legends, senza però riuscirne ad emulare completamente le meccaniche e il flow delle partite.

Ci sono volute pochissime partite per avere la conferma che aspettavamo: Wild Rift riesce a raccogliere perfettamente l’eredità della versione PC e proporre lo stesso identico feeling. Sensazione che è stata condivisa anche dai nostri compagni di squadra quando, match dopo match, sono emerse tutte le peculiarità legate al gameplay che caratterizzano l’esperienza di gioco di LoL.

Anzi, ad essere onesti, Wild Rift presenta dei miglioramenti qualitativi che i giocatori su PC attendono da una vita (ad esempio, il recap della morte in grado di offrire dati corretti e puntuali) e che rendono la versione mobile particolarmente apprezzabile. Riot ha anche mantenuto inalterato il sistema di monetizzazione, rendendolo assolutamente marginale per chiunque voglia godere del gioco senza spendere un centesimo. Totalmente assenti elementi come annunci pubblicitari o il bisogno di utilizzare energia per le partite: tutto è esattamente come ve lo ricordavate su LoL.

Ma ecco un piccolo sunto per chi non conosce il gioco. Su Wild Rift sono presenti due valute, i Granelli blu e i Nuclei selvaggi. I primi si ottengono completando le missioni giornaliere e giocando le partite e danno accesso alla possibilità di acquistare nuovi campioni (ora si possono anche provare prima di sbloccarli!). Questo significa che è possibile ottenere ogni campione semplicemente continuando a giocare.

I Nuclei selvaggi, invece, permettono anch’essi di acquistare i personaggi, ma oltre a ciò consentono anche di acquistare le varie skin (che hanno effetto esclusivamente estetico) e altri oggetti accessori che servono a personalizzare le proprie emote. Insomma, si tratta di elementi puramente secondari che non aggiungono nulla all’esperienza utente.

Oltre a ciò è possibile sbloccare gratuitamente un set di 10 campioni semplicemente aumentando di livello (1 campione a livello dall’1 al 10), mentre se avete giocato a LoL in passato – ed effettuate il collegamento con lo stesso account Riot – avete la possibilità di prendere parte ad un evento che vi ricompenserà con 10 campioni extra (4 che potete scegliere e 6 casuali) e 7 skin (3 a scelta e 4 casuali): a conti fatti potrete accedere a circa metà del roster senza spendere.

Nel complesso Wild Rift riesce ad unire la praticità dell’uso di un dispositivo mobile con la complessità e il divertimento tipico di League of Legends. I giocatori veterani troveranno in questa versione mobile una perfetta riedizione del proprio MOBA preferito che mantiene inalterato lo spirito dell’originale, a cominciare dal cast di personaggi e oggetti, sino alle modalità di svolgimento delle partite. Come già avvenuto nel caso di Legends of Runeterra, anche questa volta Riot è riuscita ad innalzare la qualità di questo genere di esperienze mobile, puntando tutto su meccaniche free to play assolutamente non invasive e con nessun accenno di pay to win.

The future of Wild Rift is undoubtedly very promising , especially when a new eSport scene begins to develop that has all the cards on the table to live in a completely autonomous and parallel way compared to the PC version. The game already includes the ability to take part in ranked matches, but there are still many additional accessory modes, such as 3v3 and ARAM mode. If you have any further questions and curiosities, please ask us your questions in the comments!

 

    • League of Legends Wild Rift | iOS | Apple App Store, Free (LINK NOT AVAILABLE YET)

 

Nazim

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