League of Legends: Rekkles, the doomed

Sportively we are used to flags. Players who remain for an entire career, or almost, with the team that raised them. Figures like Totti or Del Piero rarely manage to find them in the present, let alone in esports. Mainly for an objective factor: the career in competitive gaming is really fast, almost instantaneous, there are a maximum of four or five years in which an excellent player manages to stay on the crest of the wave at best. Too few to become a “flag”, the living symbol of a team.

Especially if the title changes abruptly, forcing players to adapt as quickly as possible. League of Legends is no exception in which the legends remained anchored to the team that raised them can be counted on the fingers of one hand: Faker for T1 , Uzi for RNG, Perkz for G2 Esports and Rekkles for Fnatic, Bjergsen for TSM, to name the most iconic of the major leagues.

In good company

To be meticulous among these listed Faker is the only one to have always played with the same shirt , from the beginning to, hopefully as far as possible, the end of his career. Uzi had a very brief break of a year and a half away from the RNGs; Bjergsen retired this year at the end of the 2020 Worlds; Perkz has recently been made official as the new Cloud9 midlaner. Despite a split away from home, the last true European flag appeared to be Martin “Rekkles” Larsson , who had started playing under the Fnatic crest back in 2012.

Classe ‘96, svedese, da ragazzino è una promessa del calcio quando, ad appena 14 anni, un infortunio al ginocchio lo costringe ad appendere gli scarpini al chiodo. Inizia a dedicare più tempo ai videogiochi e a League of Legends, iniziando subito a farsi un nome: nonostante la giovane età è il titolare nei Playing Ducks, team minore, mentre occupa la panchina sia dei Team BLACK che degli SK Gaming, team in cui gioca con Carlos “Ocelote” Rodriguez, futuro fondatore e proprietario dei G2 Esports. Fino all’interessamento dei Fnatic nel novembre 2012.

La genesi – e le tentazioni – di un campione

Di giocare, tuttavia, non se ne parla. L’età minima per entrare nel competitivo è 17 anni e Martin non li ha ancora compiuti. I Fnatic creano allora una seconda squadra costruita appositamente attorno a lui per permettergli di allenarsi ad alti livelli. Gioca con alcuni dei nomi più influenti del momento, da Youngbuck a Shook v2, fino a Cowtard e Unlimited, per poi essere ceduto in prestito ai Copenhagen Wolves fino al termine della stagione. Un investimento poderoso per un giovane così promettente su cui i Fnatic hanno deciso di puntare tutto.

Lo split successivo, nel 2014, arriva finalmente il debutto ufficiale con la maglia dei Fnatic nell’EULCS, la massima competizione europea, oggi LEC. La botlane diventa la sua casa e l’esordio è da primi della classe: all’Intel Extreme Masters World Championship i Fnatic arrivano secondi, perdendo solo in finale dai KT Rolster. Nella prima settimana dello Spring Split i Fnatic ottengono quattro vittorie su quattro con Rekkles che conquista il titolo di MVP della SuperWeek. Arrivano secondi in regular season, dominano i playoff e vincono il titolo europeo in finale contro gli SK Gaming. SOAZ, Cyanide, xPeke, Rekkles, YellOwStaR: questo il quintetto delle meraviglie che ha fatto innamorare milioni di appassionati.

Ma basta poco per tentare Rekkles. I Fnatic hanno deciso di puntare tutto su di lui eppure è sufficiente la sconfitta in finale del Summer Split contro gli Alliance e un mondiale non esaltante, chiuso fuori dalla Top10, a convincere Rekkles a cambiare aria. Accetta la corte degli Alliance, che di lì a poco cambieranno nome in Elements, pronti a costruire un Super Team che abbia come protagonista proprio Rekkles.

Il trasferimento fa scalpore perché rappresenta il primo acquisto di un giocatore di League of Legends da un’altra squadra: la cifra di 15.000 € sborsata dagli acquirenti per avere Martin per quell’epoca era considerata mostruosa. E per capirlo è sufficiente ricordare che oggi, sei anni dopo, i Cloud9 hanno acquistato Perkz dai G2 Esports per una cifra tra i 4 e i 5 milioni di dollari.

Tra lo sconforto dei tifosi dei Fnatic, che si sentono traditi, Rekkles arriva agli Alliance in una storia d’amore mai sbocciata che dura appena uno split. Settimo posto in Spring, fuori dai playoff e fallimento totale. Come nella classica parabola del figliol prodigo, Martin torna nei Fnatic con la coda fra le gambe, giurando fedeltà eterna.

E i risultati arrivano subito: vittoria sia in regular season che nei playoff del Summer con la perfect run da 18 vittorie su altrettante partite disputate, quarto posto al mondiale 2015, secondo posto agli IEM Worlds Championship di Katowice, sconfitti in finale dagli SK Telecom T1 campioni del mondo. Il suo cammino nei Fnatic prosegue senza vittorie ma lui ha compreso di avere trovato una famiglia. I compagni di squadra vanno e vengono: passano Febiven, Huni, Gamsu, Spirit, Reignover, Caps, cambia diversi compagni di corsia ma lui rimane il punto fermo. A tal punto che nessuno potrebbe mai pensare che un giorno possa nuovamente abbandonare i black and orange.

Dalla fede alla scommessa

In totale disputa 566 game con i Fnatic mantenendo un KDA di 6,6 e 438 oro al minuto in media nell’arco di tutti i game ufficiali. Il 18 febbraio 2016 diventa il quarto giocatore di sempre dell’EULCS a raggiungere le 500 uccisioni, e il primo l’1 giugno 2017 a segnare le 1.000 con la propria Tristana contro i Misfits Gaming nel Summer Split.

Esattamente due anni dopo, ancora contro i Misfits ma questa volta con Ezreal, Rekkles registra la sua kill numero 1.500. Apprezzatissimo anche dai fan cinesi, si è guadagnato l’appellativo di “European WeiXiao“, uno dei giocatori storici di Pechino, o anche “European Brother Chen“. Sotto il profilo stilistico Rekkles ha perfezionato il proprio gioco negli anni, passando dall’essere tra i più aggressivi, anche troppo a volte, a uno dei più freddi calcolatori della Landa, attendendo sempre il momento giusto per attaccare, con l’enorme esperienza accumulata che gli permette una gestione senza alcuna pressione della corsia nelle fasi iniziali di gioco.

Ancor di più si è fatto conoscere per la sua elasticità mentale e propensione alla sperimentazione: il suo Kennen in corsia inferiore ha fatto la storia di League of Legends, rovinando le SoloQ di numerosi giocatori i cui compagni di squadra volevano emulare il proprio idolo.

No, nessuno avrebbe pensato di vedere nuovamente Rekkles con una maglia diversa. Men che meno con quella degli acerrimi rivali degli ultimi cinque anni: i G2 Esports. In questo periodo i Fnatic hanno conquistato due titoli europei, entrambi nel 2018, arrivando addirittura alla finale mondiale 2018, poi persa contro gli Invictus Gaming. I G2 hanno invece vinto otto titoli in due filoni da quattro e quattro, inclusa una finale mondiale nel 2019, il titolo dell’MSI nello stesso anno e due Top4 ai Worlds. È l’organizzazione esports del momento, è il team di League of Legends più vincente di sempre a livello europeo, scavalcando persino gli stessi Fnatic nel numero di titoli vinti: 8 a 7. E Rekkles non può rimanere immune a questo fascino, complice l’organizzazione dei Fnatic che sembra non accontentarlo nelle richieste per il 2021. Ed è proprio su questo aspetto, e non sul denaro, che si concretizza il più grande trasferimento di sempre nella storia occidentale di League of Legends.

Un nuovo inizio: G2 Rekkles

Tutto nasce dall’addio, come già raccontato, di Perkz ai G2 Esports che si trovano improvvisamente senza il proprio botlaner. Con quattro split vinti consecutivi sulle spalle e il sogno della conquista del mondiale 2021, i G2 sono alla ricerca di un nome che possa raccogliere un’eredità così ingombrante. All’inizio è solo una suggestione, un’idea da folli: mettere sotto contratto il più importante giocatore di sempre dei rivali, rinforzando sé stessi e indebolendo il nemico.

Un piano semplice quanto perfetto per assicurarsi nuove vittorie anche negli anni a venire. Rekkles è in scadenza di contratto, per cui non è nemmeno necessario parlare con la squadra per averlo: da convincere c’è solo Martin. Un’impresa che sarebbe stata probabilmente improbabile fino a poco tempo prima. Gli stessi Fnatic hanno rivelato che all’inizio del 2020 Rekkles aveva espresso l’intenzione di rinnovare, con l’organizzazione pronta a mettere sul tavolo un’offerta stellare, la più alta mai presentata: secondo molti rumor si parla di più soldi, quote di proprietà del team e un futuro nell’organizzazione come staff tecnico o manager al momento del ritiro dalla scena competitiva. Un’offerta irrinunciabile.

Eppure oggi parliamo di G2 Rekkles e non più di FNC Rekkles. A non aver convinto il giocatore non è la componente economica quanto quella competitiva. Complice una fase di mercato anonima, con il solo Nisqy arrivato per sostituire Nemesis (ma la prima scelta di Rekkles era Perkz) e i rinnovi di Bwipo e Hylissang, mal digeriti, pare, dal giocatore che avrebbe voluto dei nomi di primo piano per tornare a vincere, ecco che lasciare nuovamente i Fnatic per trasferirsi ai G2 Esports non è più un’idea così strampalata.

He will find Caps , the midlaner with whom he has already won his last two European titles and who has dragged him to the world final; he will play with Mikyx , his friend and much more constant than Hylissang; not to mention Jankos and Wunder , two players who have made their solidity and experience a trademark. Rekkles has chosen to go where it has the best chance of winning : regardless of the money offered. Because players like him are not satisfied with a logo or a shirt: they want to win. They claim eternal glory. And they will look for her in every possible way until the end of their career.

Nazim

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